L'Asso di Cuori

prefazione


Ing. Ermanno Bazzocchi
6 aprile 2000



Io ho ottantasei anni.
Gli aeroplani mi hanno folgorato che ne avro' avuti otto; quindi sono settantotto anni che questo pallino mi rintrona il cervello.
Fu un grosso biplano che passo' da sud a nord mentre ero sul terrazzino, al secondo piano della mia abitazione a Tradate.
Doveva essere un Caproni della Prima Guerra Mondiale; era abbastanza basso per vederlo come macchina, come qualcosa che era stato costruito da noi, esseri umani, anche se la mia era ancora una appartenenza presuntuosa.
Mi colpi', perche' li' sopra c'erano degli uomini e perche' era stato pensato e costruito dagli uomini.
Fu qualcosa che mi entro' dentro, mi fece pensare e, da allora, quando sentivo il rumore di un aeroplano, (perche' non si puo' dire solo rombo del motore), correvo a cercarlo nel cielo e lo seguivo con emozione.
Cominciai a cercare giornali, riviste che parlassero di aeroplani, a leggere sui giornali quando riportavano qualche impresa particolare; erano i tempi dei primi grandi voli: Ferrarin da Roma a Tokyo, poi il periplo di De Pinedo da Roma a Tokyo e la circumnavigazione dell'Australia con ritorno in Italia sul biplano SM "Gennariello", poi Lindbergh da New York a Parigi; la Coppa Schneider del 1926 con De Bernardi sul Macchi Castoldi M39 e, via via, le Crociere di Balbo.
Un giorno trovai la pubblicita' di una ditta di Milano che costruiva modelli volanti.
Risparmiai ancora qualche lira, per arrivare a 75, con cui comperarmi il modello, presuntuosamente denominato "Bellanca", dal nome di un costruttore italiano negli Stati Uniti.
Entrai in possesso del mio modello, che i miei genitori misero sopra l'armadio della loro camera da letto e li' resto' sino alla fine positiva degli esami di prima media.
Mi sono dilungato con questo racconto perche' la lettura de "L'Asso di Cuori" di Giorgio Rizzi, che ho conosciuto tramite l'amico Adriano Sandri, mi ha fatto rivivere tutta una vita di personalissime emozioni difficilissime da esprimere, ma che Giorgio Rizzi ha saputo far vibrare con efficacia.
Lui dice di non essere uno scrittore; io, invece, la penso molto diversamente.
"L'Asso di Cuori" e' un libro che gli Aviatori godranno molto e che, per chi non conosce ancora il volo, potra' essere, ripeto, una folgorante rivelazione.

Complimenti sinceri a Rizzi e a Sandri, due persone speciali, che rinfrescano l'anima a incontrarle in questi tempi grigi e piatti che stiamo vivendo.